VAL RENDENA

Incastonata tra le Dolomiti del Brenta, patrimonio UNESCO, la val Rendena è un piccolo mondo lungo appena 20 chilometri che si snoda lungo il fiume Sarca. Dall’abitato di Verdesina si estende fino a Passo Campo Carlo Magno, a 1.650 metri di altitudine ed è inserita nel Parco Naturale Adamello-Brenta.

Appartenente alle valli Giudicarie, la Val Rendena presenta numerose valli laterali: la Val San Valentino, la Val Borzago e la stupenda Val Genova.

Contesti di grande silenzio, natura incontaminata, borghi, località glamour ed eventi sportivi di primo livello: pronto a percorrerla con noi?

TOP 5 DA NON PERDERE

  • Sfidare la “3Tre”
  • Raggiungere il Lago Nambino
  • Ammirare le cascate della val Genova
  • Giocare a golf nel campo più alto d’Europa
  • Seguire le orme di San Vigilio
Val Rendena

PAESI PRINCIPALI

PORTE DI RENDENA

A darti il benvenuto nella valle, l’unione dei comuni di Darè, Vigo Rendena e Villa Rendena, uniti dal 2016. La sede municipale è a Villa Rendena. Tutti e tre i paesi, con le loro frazioni di Javrè e Verdesina sono delle mete di soggiorno meno conosciute, ma sicuramente di interesse storico e culturale, che possono rappresentare alternative di pace e tranquillità in tutte le stagioni.

Già conosciuto nell’800, Darè è un villaggio montano con le tipiche case in pietra. La Casa Cues, è una testimonianza di architettura medievale che ti può catapultare nei tempi antichi. Notevole la fontana di piazza Roma, un’ampia agorà da quale partono diversi sentieri.

Vigo Rendena è in parte arrampicato sulle pendici orientali del Corno Basso ed in parte adagiato sulla piana di fondovalle, a margine di un’ampia zona agricola. Da vedere la Chiesa di San Lorenzo e il Capitello della Madonna del Rosario.

Villa Rendena, abitato fin dall’età del Bronzo, fu occupato in seguito dalle popolazioni retiche, alle quali seguirono i Celti e infine i Romani. Il centro del paese è incorniciato da vecchie case con muri massicci e portali di granito; la piazza Maggiore offre inoltre alcuni interessanti affreschi di carattere religioso. Facilmente raggiungibile dal centro, ti consigliamo di incamminarti verso la Chiesetta di Pafsang, edificata nel XVIII secolo con un singolare campanile ligneo e ricca di affreschi.

Dagli abitati di Darè e Vigo puoi raggiungere la Val di San Valentino che si sviluppa con andamento est-ovest ed è formata da tre rami principali. Quello più orientale, chiamato Stracciola, la Valletta, formata dal corso del rio Bedù di San Valentino, suddivisa in bassa e alta. Terza, la Val Cavento ai piedi del versante meridionale del Carè Alto. Il solco principale si spinge fino al Passo di San Valentino (2765 metri di altitudine), che costituisce il più antico valico tra la Val Rendena e la Val di Fumo di cui numerosi documenti testimoniano i passaggi in tempi lontani. Nel medioevo la valle era franosa a causa delle miniere di pirite, estratta dal versante sinistro forse già nell’età del bronzo. Il versante destro della valle costituisce un’area di grande pregio naturalistico.

carè alto

Ph © Michele Pallaver

SPIAZZO RENDENA

Al paese di Spiazzo facevano capo tradizionalmente tutte le comunità della Rendena: qui aveva sede la Pieve di Rendena, a suggello della centralità del borgo e del carisma religioso derivatogli dal martirio di San Vigilio avvenuto proprio in questi luoghi. Da visitare quindi la Chiesa dedicata al santo, dove secondo la tradizione avvenne il suo martirio. Singolare quella dedicata a Sant’Antonio, risalente al 400 che rappresenta un connubio di architettura romanica e gotica.

Quello che non puoi perderti a Spiazzo è il Museo della Guerra Bianca Adamellina, un museo in cui sono state raccolti tutti gli oggetti rinvenuti sui sentieri, anche oltre i tremila metri, percorsi dai soldati durante la Grande Guerra.

Infine, la Cort da Togno merita una visita per scoprire gli affreschi raffiguranti gli usi e i costumi, ma anche le stravaganze del medioevo: una testimonianza curiosa di come la satira già esisteva in tempi lontani.

Da Spiazzo proseguendo in direzione ovest puoi raggiungere la val Borzago. È percorsa dal Rio Bedù di Pelugo e si sviluppa con andamento est-ovest fino ai ghiacciai del versante orientale del Carè Alto.

La parte bassa della valle è caratterizzata da boschi alternati ad ampi prati e pascoli, interrotti da baite sparse e piccoli insediamenti che testimoniano le tipiche attività alpine. Più in alto incontriamo le antiche malghe, ormai abbandonate, che segnano il passaggio dai pascoli e dai boschi di conifere all’asprezza delle rocce e dei ghiacciai.

A quota 2450 metri di altitudine sorge il Rifugio Carè Alto, costruito nel lontano 1912 da un gruppo di alpinisti rendenesi, in posizione panoramica sulla Val Rendena e il gruppo delle Dolomiti di Brenta.

STREMBO

Circondato da un fitto castagneto, un tempo ritenuto regno delle fate Mariane, Strembo affonda le sue radici lontano nel tempo. Verso valle, Strembo è lambito dal corso del fiume Sarca, nella cui ansa è sorto il parco fluviale che, insieme all’area ricreativa, forma un’ampia zona dedicata al relax. Il paese ha dato i natali anche ad alcuni dei personaggi che hanno dato inizio allo sviluppo turistico della Val Rendena, tra cui Giovanbattista Righi, padre di Madonna di Campiglio, e Luigi Fantoma, re della Val Genova, che accompagnò gli esploratori alla conquista dell’Adamello.

Da Stembo puoi accedere alla lunga Val Genova, conosciuta anche come la “Valle delle Cascate”. La più famosa è la cascata di Nardis, tra le più alte del Trentino, formate dal torrente Nardis che discende dalla Presanella sul versante settentrionale della valle.

Le altre cascate sono le cascate del Lares (alta e bassa), di Folgorida, di Casöl (Casina Muta), di Pedrùc, di Stablèi, di Pont delle Cambiali e di Mandron. Oltre alle cascate, la Val Genova è ricca di angoli tutti da scoprire, con paesaggi tra i più bella del rendenese. Malghe, masi e rifugi costellano questa meraviglia verde. Davvero da non perdere!

Cascate di Nardis

Ph © Edicola Massari 

BOCENAGO

All’ombra del monte Toff, Bocenago è il paese che più di tutti ha conservato la tipica architettura rurale dei suoi edifici, originalissima e legata all’economia silvo-pastorale. Gli edifici sono caratterizzati da robusti basamenti in muratura di forma rettangolare, dove trovavano spazio il focolare e la stalla, sormontati da leggere strutture di legno.
I portali sono rigorosamente in granito e sulle ampie facciate si affacciano originali poggioli. Il centro del paese è indicato da un’originale fontana composta da due grandi massi, uno di granito a simboleggiare l’Adamello e uno di dolomia a richiamare le Dolomiti di Brenta. Camminando per il paese, quindi, puoi vivere l’atmosfera di un tempo e notare la volontà degli abitanti di ricordare un passato ricco di storia, di tradizioni, di cultura, coniugandolo con l’evoluzione dei tempi.

A Bocenago puoi divertirti praticando un po’ di golf nel Golf Club Val Rendena, che si estende su una superficie di ben 125.000 metri quadrati.

Bocenago

CADERZONE TERME

Come già ti suggerisce il nome, Caderzone è un noto centro termale, dove sorge un complesso moderno wellness e curativo. Come i tanti borghi della Val Rendena, anche Caderzone è legato ad un’economia silvo-pastorale, relazione che si ritrova nelle testimonianze del Maso Curio, negli oggetti del Museo della Malga e nella produzione biologica delle aziende agricole della piana.

 

PINZOLO

Pinzolo è il maggiore centro della valle ed è il comune che racchiude la località turistica più famosa di questa valle, Madonna di Campiglio.

Frequentata sia in estate che in inverno, Pinzolo è una meta turistica perfetta per le famiglie. Lo sci alpino è sicuramente il motivo principale per le settimane bianche, che qui a Pinzolo può essere praticato su piste principalmente di media difficoltà.

Di particolare interesse storico, ti invitiamo a visitare la chiesetta di San Vigilio, che risale ben prima dell’anno Mille. Al suo esterno, gli affreschi di inestimabile valore del Baschenis, uno dei pittori più importanti del 1500, sono assolutamente da ammirare: la Danza Macabra e i Sette Peccati Capitali ti lasceranno a bocca aperta!

Panorama sulle Dolomiti di Brenta

Ph © Dolomitesweb

MADONNA DI CAMPIGLIO

Campiglio è frazione di Pinzolo, ma è la località più conosciuta di tutta la val Rendena. Elegante e moderno centro, si trova a 1.550 metri di altitudine, oggi è certamente la numero uno tra le stazioni sciistiche italiane e una delle più importanti dell’intero arco Alpino.

Ogni dicembre ospita la tappa di Coppa del Mondo di sci, dove il paese si accende di feste ed eventi esclusivi. Sulla mitica “3Tre”, la pista delle grandi competizioni, potrai vedere gareggiare i più grandi del mondo dello sci!

Ma se la mondanità non è ciò che cerchi, non ti preoccupare: Campiglio è un’ottima meta per praticare moltissimi sport in tutte le stagioni in tutta tranquillità!

A questo proposito, ti consigliamo di scoprire Madonna di Campiglio anche d’estate: una gita al bellissimo Lago Nambino, vale sicuramente la pena! Il sentiero è di facile percorrenza, non particolarmente difficile e regala uno degli angoli più belli di questa valle. Arrivato al Rifugio Lago Nambino puoi percorrere la circonferenza dello specchio d’acqua: facile, veloce, adatto alle famiglie!

Se invece il golf è la tua passione, allora non potrai perderti l’occasione di giocare sul campo di golf più alto d’Europa: Campo Carlo Magno, proprio in prossimità del passo è un campo da golf realizzato con l’aiuto del celebre giocatore Henry Cotton. Una cornice unica dove praticare questo affascinante sport!

Madonna di Campiglio inverno

CURIOSITA’

 

Esiste un sentiero che si si snoda per quasi 100 km tra Madonna di Campiglio e Trento e ricalca il percorso che fece San Vigilio nel 405 d.C. durante la sua opera di evangelizzazione della valle. L’itinerario è formato da una serie di antichi sentieri recuperati e sistemati dalla SAT (la Società degli Alpinisti Tridentini) e segnalato con i cartelli bianchi e rossi, attraversa numerosi centri abitati e incontra diverse chiesette ed edifici religiosi legati al Santo.

Gli Hotel selezionati da Passione Dolomiti

ATTIVITA’ INVERNALI

Circondata da un paesaggio di singolare bellezza dato dalle Dolomiti del Brenta e dal Gruppo Adamello-Brenta, la val Rendena è il paradiso degli sport sulla neve.

La parte alta della valle, con numerose piste di cui una di Coppa del Mondo, è il tempio dello sci!

Trekking o ciaspolate per raggiungere malghe isolate, anelli o percorsi per il fondo, pattinaggio su ghiaccio, sci alpinismo e arrampicate si cascate di ghiaccio completano l’offerta di questa valle.

ATTIVITA’ ESTIVE

Partiamo con le due ruote: La Val Rendena è attraversata da circa 30 km di pista ciclabile che collegano Madonna di Campiglio a Villa Rendena. Tratti pianeggianti si alternano a brevi salite proponendo un itinerario di saliscendi che costeggia le sponde del fiume Sarca. Adatto alla famiglia, offre una piacevole pedalata all’aria aperta, da trascorrere in tutta tranquillità e senza troppa fatica.

Se l’acqua è il tuo elemento, allora vai alla ricerca delle numerose cascate che sono presenti in questa valle: da quelle di Vallesinella a quelle della Val Genova. Oppure i laghi, presenti in questa valle come in nessun’altra zona del Parco Adamello-Brenta: il lago Nambino, oppure il Lago Ritorto (collegati tra loro dal famoso sentiero dei 5 laghi, che raggiunge anche il Lago Serodoli, il Lago Nero, Lago Lambin), il Lago delle Malghette, i Laghi di Cornisello, i Laghi di San Giuliano e il Lago di Valagola.

Immergersi nella natura sarà veramente un piacere, magari accompagnati da un cavallo. Un paio di maneggi nella valle potranno realizzare questo idilliaco quadretto.

Senza menzionare poi gli oltre 450 chilometri di percorsi di trekking, vie ferrate superbe e tracciati per mountain-bike.

Da ultimo, ricordiamo ben due campi da golf: il Golf Club Rendena e il Campo Carlo Magno.

Escursione in Val Rendena

AREE SCIISTICHE / ESCURSIONISTICHE

SKI AREA CAMPIGLIO DOLOMITI DI BRENTA

Non c’è molto da dire su questa skiarea, i numeri parlano da soli: con 156 chilometri di piste, 58 impianti e ben 108 piste, è la più grande area sciabile del Trentino. Con un unico skipass puoi sciare da Pinzolo fino alla Val di Sole a Folgarida e Marilleva. Pinzolo e Madonna di Campiglio contano 64 piste, tra cui le imperdibili “Dolomitica” e “3tre”, quest’ultima percorsa dai più grandi campioni dello sci. Sempre attenti all’offerta anche per i più giovani, in questo comprensorio è presente anche uno snowpark e una pista per slittino.

In estate le Dolomiti di Brenta sono il luogo perfetto per i tuoi trekking: nella zona del Grostè, tra Campiglio e Campo Carlo Magno, potrai scoprire un mondo che definiremmo “lunare”: la roccia è grigia e a gratti quasi bianca e se ti piace il genere ti consigliamo proprio di pianificare qualche sentiero qui, prendendo in considerazione di pernottare in qualche rifugio.

Se sei in cerca di avventure più impegnative, ti sveliamo che il Gruppo di Brenta possiede uno dei più completi e articolati sistemi di vie ferrate delle Alpi: la Via delle Bocchette. Questa grande “rete” di sentieri attrezzati, che copre tutto il massiccio, percorrendo esili cenge aeree, permette anche ai non alpinisti di vivere la montagna, conoscendo “dall’interno” alcuni fra i paesaggi alpini più entusiasmanti.

CONSIGLI

Hai mai pensato di…dormire in un maso? I masi sono abitazioni rurali tipiche del Trentino-Alto Adige. In origine erano un ricovero per il bestiame, una stalla con annesso uno spazio dove preparare il formaggio e cucinare. Erano abitati solo stagionalmente e fungevano da ricorrevo per il bestiame. Oggi molti masi sono stati ristrutturati mantenendo inalterato l’impianto originario e sono diventati le stanze di alberghi diffusi. Tutti o quasi in legno, sono caldi, accoglienti e sono un altro modo per vivere la montagna in prima persona. Informati presso le APT locali per prenotarne uno!

PARCHI NATURALI

Parco Naturale Adamello Brenta

Il Parco, posto ad ovest di Trento, lungo il confine con la Lombardia, occupa un decimo della superficie del Trentino. Nato nel 1967 il Parco offre moltissimi scorci di rara bellezza. Dal lago di Tovel, che un tempo si colorava di rosso e dove si trova un centro visite fino alla Val Genova, che con le sue innumerevoli cascate è stata definita la “Versailles delle Alpi”. Dalle sorgenti cristalline di Vallesinella ai panorami dei laghi di Cornisello, ai piedi della Presanella (3558 m.), con i tramonti “infuocati” sulle Dolomiti. Dai fossili della Val d’Ambiez ai funghi della Val Daone. Un’ottima rete di sentieri consente di visitare le valli e di salire (a volte anche in funivia) ai rifugi alpini per gustare i piatti della tradizione.

L’eccezionale conformazione ambientale del territorio del Parco favorisce straordinarie presenze faunistiche che includono, fra le altre, specie rare ed esclusive.

Attenzione quindi a non inoltrarti troppo in situazioni troppo solitarie: l’orso bruno, timido e solitario carnivoro, è fra queste. Inoltre la volpe, astuto predatore, e cinque specie di mustelidi (tasso, faina, donnola, martora ed ermellini).

Sulle praterie ad alta quota numerosi sono i branchi di camoscio alpino; in quelle a valle invece caprioli e cervi trovano il loro habitat migliore. Recente ricomparsa nelle zone di alta quota è lo stambecco, reintrodotto grazie ad un progetto attuato dal Parco in collaborazione col parco lombardo confinante.

Per avere una completa visione della popolazione animale vanno menzionati i mufloni e numerosi roditori e insettivori (scoiattoli, toporagni, marmotte).

Altrettanto ricca ed interessante l’avifauna fra i quali meritano menzione il mimetico francolino, il gallo cedrone e quello forcello e la pernice bianca. Infine, ma non di subordinata importanza, i rapaci diurni (fra cui l’aquila reale e il falco, Il gufo reale e comune, la civetta e l’assiolo) i rettili e le numerose specie di pesce dei laghi alpini.

Circa un terzo della superficie del Parco è coperto da boschi, che nella fascia più bassa sono costituiti per lo più da latifoglie. Ad esempio l’acero, il corniolo, il sorbo, il nocciolo, il salicone, i carpini, la roverellal’orniello. Nel piano montano invece si trovano le faggete e i boschi misti di latifoglie e conifere. Queste ultime spesso sono prevalenti perché favorite in passato dalla selvicoltura. Dove ciò non è avvenuto, il bosco puro di faggio ha potuto svilupparsi liberamente (Val Genova e Giudicarie esteriori). Abeti rossi e larici coprono le fasce di altitudine più elevate.